Nel primo trimestre del 2025, gli italiani si mostrano prudenti nei consumi, con un calo stimato dell’1,5% nelle intenzioni d’acquisto. In particolare, il settore della mobilità risente maggiormente di questa frenata, con una contrazione del 19,4% per le auto nuove e del 12,5% per quelle usate.
È quanto evidenziato dall’Osservatorio mensile Findomestic, anticipato da Adnkronos, che sottolinea come il contesto economico continui a influenzare il comportamento dei consumatori.
Segnali positivi nel settore casa
Nonostante la cautela generale, l’interesse per il miglioramento delle abitazioni rimane elevato. Gli italiani puntano su infissi (+20%), grandi elettrodomestici (+17,6%), ristrutturazioni (+15,3%) e mobili (+11,2%). I bonus governativi, previsti per questi settori, giocano un ruolo chiave nell’orientare le scelte.
Tuttavia, segmenti legati all’efficienza energetica, come isolamento termico (-0,7%), fotovoltaico (-3,7%) e pompe di calore (-4,7%), mostrano una leggera flessione.
Regali di Natale: abbigliamento in pole position
Durante il periodo natalizio, gli italiani hanno preferito regali tradizionali. Abbigliamento e accessori (46%) sono stati i più scelti, seguiti da libri e musica (34%) e gift card (30%). La tecnologia, un tempo regina delle festività, ha subito un calo significativo, con solo il 20% delle preferenze rispetto al 34% del 2022.
La spesa media per i regali nel 2024 si è attestata a 308 euro, segnando una riduzione rispetto agli anni precedenti.
Crescita dei beni durevoli nel 2024
Il mercato dei beni durevoli ha chiuso il 2024 con un incremento del 4,2%, raggiungendo i 78,33 miliardi di euro. Tra i prodotti più venduti spiccano friggitrici (+30,2%), robot da cucina (+25,5%) e mini-aspirapolvere (+16,6%).
Anche il settore della mobilità ha registrato una crescita del 7,6%, trainata soprattutto dalle auto usate (+9,6%).
Le differenze fra le varie aree geografiche
Le regioni italiane mostrano andamenti diversi nei consumi. L’Umbria guida la crescita con un aumento del 6,6%, seguita dalla Valle d’Aosta (+6,4%) e dall’Abruzzo (+6%). In valore assoluto, la Lombardia domina con un mercato di 15,7 miliardi di euro (+3,8%). Sul fronte opposto, Sardegna, Sicilia e Calabria registrano le spese familiari più basse.
Con uno sguardo al 2025, i dati evidenziano una certa dose di prudenza. I dati raccolti riflettono un contesto in cui le decisioni di consumo sono influenzate sia dall’incertezza economica che da incentivi mirati.