Intelligenza Artificiale: qual’è oggi la percezione degli Italiani?

L’intelligenza artificiale è ormai una presenza quotidiana nella vita degli italiani, con un utilizzo medio di tre volte a settimana. Tuttavia, se da un lato cresce la familiarità con questa tecnologia, dall’altro persistono timori legati alla privacy, alla diffusione di fake news e al possibile impatto sul mercato del lavoro.

È quanto emerge dall’indagine “Gli italiani tra sostenibilità e intelligenza artificiale: generazioni a confronto”, condotta da BVA Doxa e presentata durante la terza edizione del Forum Multistakeholder organizzato da Cassa Depositi e Prestiti a Milano.

Giovani e AI: uno strumento per studio e svago

I giovani rappresentano la fascia di popolazione che più utilizza l’intelligenza artificiale (68%), principalmente per supporto nello studio (64%) e per attività di intrattenimento (56%). Per molti, l’AI è diventata una sorta di “motore di ricerca relazionale”, uno strumento capace di offrire risposte rapide e personalizzate.

Nonostante il largo utilizzo, i giovani sono consapevoli dei rischi connessi all’AI, come la riduzione delle capacità analitiche e critiche. Tuttavia, il vantaggio immediato offerto da questa tecnologia sembra prevalere sulle possibili conseguenze negative.

Preoccupazioni: privacy, lavoro e dipendenza

I dubbi nei confronti dell’AI non riguardano solo i più giovani. Il 72% degli italiani teme che questa tecnologia possa sopraffare le persone, percentuale che sale al 77% tra le donne. Inoltre, il 52% si preoccupa per la violazione della privacy e la diffusione di fake news, mentre il 51% teme un impatto negativo sull’occupazione.

Un altro aspetto emerso dallo studio riguarda l’effetto dell’AI sull’ambiente: il 15% degli intervistati – e ben il 21% tra i giovani – ritiene che l’uso dell’intelligenza artificiale possa aumentare l’inquinamento e le emissioni, un tema particolarmente sentito dalle nuove generazioni.

AI e sostenibilità: il ruolo delle tematiche ESG

Durante il Forum, il presidente di Cassa Depositi e Prestiti, Giovanni Gorno Tempini, ha definito l’intelligenza artificiale il “game changer del secolo”, sottolineando la necessità di un cambio di paradigma per affrontarne le sfide.

Anche il tema della sostenibilità è stato al centro del dibattito. L’amministratore delegato di CDP, Dario Scannapieco, ha evidenziato come le tematiche ESG (ambientali, sociali e di governance) abbiano un impatto sempre più rilevante sull’economia e sulla vita quotidiana, soprattutto in un contesto globale in rapida evoluzione.

Il cambiamento climatico è un altro fattore da non sottovalutare: il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato, e nel 2023 gli eventi meteorologici estremi sono aumentati del 22%. Di fronte a queste trasformazioni, il ruolo dell’innovazione e della sostenibilità diventa sempre più centrale nel dibattito pubblico.

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Regali: quali sono i preferiti dagli italiani?

Se il regalo è scelto con il cuore crea un momento di condivisione che unisce chi lo dona e chi lo riceve, trasmettendo emozioni profonde e consolidando legami sinceri.
Dalle preferenze materiali ai sogni impossibili, il sondaggio ‘Babbo Natale’, realizzato da Human Highway, offre uno spaccato sui desideri natalizi degli italiani, e conferma l’abbigliamento come categoria top.

In particolare felpa e piumino sono preferiti dagli uomini e il cappotto dalle donne.
Quanto agli accessori, gli uomini preferiscono orologi e sneakers (al primo posto per i Millennial), le donne profumi e gioielli. E ancora, smartphone e PC sono in cima alla lista degli uomini, mentre le donne desiderano prodotti Dyson e smartphone.

La lista dei “fanta-regali”

La ricerca analizza le attese delle persone studiandone le reazioni di fronte a una lista di oggetti che non esistono, e probabilmente, non saranno mai disponibili. La scelta si svolge nell’ambito di un gioco di immaginazione, individuando l’oggetto preferito da una lista di ‘fanta-regali’.

E tra i desideri ‘impossibili’, spicca la ‘pillola che fa guarire da tutte le malattie’, il regalo più ambito in assoluto, seguita dal ‘teletrasporto’, al secondo posto è più desiderato dagli under 34, mentre ‘La macchina del tempo’ è il sogno più grande per gli over 55.

Le differenze di genere, invece, si colgono solo per alcune risposte, come il ‘colf robot’ per le donne e, ancora, la ‘macchina del tempo’ per gli uomini.

I doni che non si possono comprare

Tornando alla realtà, la ricerca svela i desideri più intimi delle persone, i regali che non si possono acquistare, ma che si vorrebbe ricevere.
Si tratta di ‘regali che non si possono comprare’ perché non si ottengono con uno scambio di denaro. Sono i doni più autentici, che esistono solo se qualcuno li regala per davvero.

Tra i desideri più sentiti, ‘Il tempo con una persona cara’, ‘Rapporti familiari più sereni’, ‘Il vero amore’, indicato particolarmente dai più giovani, ‘Stare di più con i miei figli’, scelto maggiormente dagli over 65.

Ma cosa si vorrebbe regalare?

Ma quali sono i regali che si vorrebbero fare? Alla domanda, le donne rispondono che donerebbero salute alle loro mamme, mentre gli uomini alle mogli e i giovani tra 25 e 34 anni regalerebbero più tempo alla famiglia.

È sorprendente osservare come i desideri delle persone non si concentrino prevalentemente su beni materiali, o esperienze legate alla disponibilità economica, ma piuttosto sull’aspirazione a una vita serena, appagante e ricca di relazioni significative.
Questo orientamento emerge infatti sia nel tipo di regalo che si desidera ricevere per sé sia in quello che si vorrebbe offrire agli altri.

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Un’ora di camminata al giorno allunga la vita di 6 ore

Un nuovo studio invita a fare esercizio fisico all’aria aperta e a muoversi di più, rivelando che una semplice camminata quotidiana di un’ora potrebbe aumentare di sei ore la durata della vita. Questo beneficio riguarda in particolare chi appartiene al 25% della popolazione meno attiva negli Stati Uniti, come dimostrano i dati raccolti da un team di ricerca della Griffith University in Australia.

I risultati dello studio quantificano i vantaggi di uno stile di vita attivo. “Se tutti si impegnassero a essere attivi quanto il 25% della popolazione più dinamica, gli americani di età superiore ai 40 anni guadagnerebbero in media 5,3 anni di vita”, spiegano i ricercatori.

Il dato più sorprendente emerge per le persone meno attive: un’ora di camminata in più al giorno può aggiungere fino a 6,3 ore di aspettativa di vita.

L’analisi dei dati e i risultati

I ricercatori, riferisce Adnkronos, hanno analizzato i dati sull’attività fisica raccolti dal National Health and Nutritional Examination Survey (NHANES), un’indagine che coinvolge ogni anno circa 5.000 volontari negli Stati Uniti. Idati di 824 partecipanti sono stati esclusi perché non avevano indossato i dispositivi di monitoraggio abbastanza a lungo.

Per comprendere l’impatto dell’attività fisica sulla mortalità, gli studiosi hanno utilizzato i dati NHANES, confrontandoli con modelli di tabelle di vita e precedenti ricerche su esercizio fisico e longevità. L’obiettivo del team è sensibilizzare sull’importanza di uno stile di vita attivo, dimostrando che anche piccoli cambiamenti possono portare grandi benefici per la salute.

Come diventare ogni giorno più attivi 

Secondo Lennert Veerman, professore di salute pubblica alla Griffith University, raggiungere un livello di attività che apporti reali benefici non è un’impresa impossibile. Per essere al livello di quel 25% più attivo, “Bastano poco meno di tre ore di camminata al giorno, ma anche altre forme di esercizio possono essere valide”, afferma Veerman.

Quantificare i benefici dell’attività fisica può motivare le persone a iniziare a muoversi di più. Che si tratti di pochi minuti al giorno per abbassare la pressione sanguigna o di esercizi brevi per migliorare la forza muscolare, ogni passo verso uno stile di vita attivo contribuisce a migliorare salute e longevità.

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