Aumentano gli attacchi ransomware e spyware ai sistemi industriali

Nel secondo trimestre 2024 il 23,5% dei computer Industrial Control Systems (ICS) a livello globale è stato esposto a minacce informatiche. Un dato in leggero calo rispetto al 24,4% del trimestre precedente, con una diminuzione dello 0,9%.
Tuttavia, l’attività ransomware è aumentata, con una percentuale di computer ICS colpiti da ransomware cresciuta di 1,2 volte.

Lo spyware si identifica come una minaccia persistente, in quanto gli aggressori lo utilizzano per condurre attività di spionaggio e aprire la strada a ransomware e attacchi mirati.
Sono alcuni risultati emersi dal report Q2 2024 sulla cybersecurity degli Industrial Control Systems di Kaspersky, che sottolinea la crescente minaccia di ransomware e spyware ai settori delle infrastrutture critiche in tutto il mondo.

Il malware ad alto impatto interrompe le operazioni critiche

“I nostri risultati rivelano che mentre il numero complessivo di attacchi ai computer OT è leggermente in calo, l’aumento di ransomware e spyware è preoccupante – dichiara Evgeny Goncharov, Head di Kaspersky ICS CERT -. Il malware ad alto impatto come il ransomware può interrompere le operazioni critiche in qualsiasi settore, che si tratti di produzione, energia, trasporti o altro. Lo spyware viene spesso utilizzato per rubare le credenziali aziendali e rivenderle sui mercati del dark web per un futuro riutilizzo da parte di bande di ransomware, hacktivisti e APT. La sovraesposizione delle infrastrutture OT alle minacce di spyware espone le operazioni e le aziende al rischio elevato di un grave incidente”.

Tecniche di mining innovative

L’aumento di 1,2 volte degli attacchi ransomware ai sistemi ICS raggiunge il livello più alto dal 2023. Gli incidenti di ransomware hanno registrato un picco soprattutto a maggio 2024, con un rischio maggiore per le operazioni industriali.
Il report evidenzia la continua presenza di spyware, tra cui backdoor, keylogger e trojan, spesso utilizzati per il furto di dati e per consentire ulteriori attacchi quali il ransomware. La percentuale di computer ICS colpiti da spyware è salita al 4,08%, in aumento rispetto al 3,9% del primo trimestre 2024.

Gli aggressori, inoltre, continuano a utilizzare metodi sofisticati per distribuire malware per il mining di criptovalute sui computer ICS.
Kaspersky osserva un aumento dell’uso di tecniche di esecuzione senza file, in cui il codice dannoso viene eseguito direttamente in memoria, rendendo più difficile il rilevamento e la prevenzione.

II settore dell’automazione degli edifici è il più colpito

I sistemi ICS in Africa si confermano i più colpiti, con il 30% dei computer attaccati, mentre il Nord Europa registra la percentuale più bassa, pari all’11,3%.

Anche se nel secondo trimestre del 2024 il tasso di attacco complessivo in tutti i settori è diminuito, quanto alle vulnerabilità specifiche dei settori, il settore dell’automazione degli edifici registra la percentuale più alta di computer ICS colpiti.
Il report di Kaspersky spiega come gli aggressori sfruttino i punti deboli delle reti di automazione degli edifici, spesso puntando a sistemi connessi a Internet e software obsoleti.

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Trasformazione digitale nei pagamenti: è boom per quelli istantanei

Il World Payments Report 2025 del Capgemini Research Institute evidenzia una trasformazione profonda nel settore dei pagamenti globali. La crescente adozione dei pagamenti istantanei e delle soluzioni account-to-account (A2A) sta ridisegnando il panorama, aprendo nuove opportunità per i consumatori e sfidando i sistemi di pagamento tradizionali.

I pagamenti istantanei saranno il 22% delle transazioni entro il 2028

Secondo il report, i pagamenti istantanei rappresenteranno il 22% delle transazioni non in contanti entro il 2028. Questa crescita è spinta dalla preferenza dei consumatori per transazioni rapide e senza interruzioni, in particolare nell’ambito dell’e-commerce. La crescente richiesta di soluzioni di pagamento efficienti ha portato le istituzioni finanziarie a innovare i propri sistemi, rispondendo alle esigenze del mercato in continua evoluzione.

La direttiva europea sui servizi di pagamento (PSD2), introdotta nel 2018, ha svolto un ruolo cruciale in questa trasformazione, facilitando lo sviluppo dell’open banking. Questo approccio, incentrato sulla condivisione dei dati tra le istituzioni finanziarie, sta aprendo la strada all’open finance, un concetto ancora nelle sue prime fasi ma destinato a ridefinire il settore, favorendo maggiore trasparenza e competizione.

La sfida dei pagamenti A2A

Le soluzioni A2A stanno emergendo come una valida alternativa ai pagamenti tramite carta di credito. Questo nuovo approccio potrebbe ridurre significativamente la quota di mercato detenuta dai pagamenti con carta, spingendo le istituzioni finanziarie a rivedere le proprie strategie. Gli A2A, che permettono trasferimenti diretti tra conti senza intermediari, offrono vantaggi in termini di velocità e costi, minacciando le tradizionali commissioni interbancarie che rappresentano una fonte di reddito cruciale per le banche.

Rischi (e opportunità) per le banche

Nonostante le prospettive promettenti, molte banche sono preoccupate per i rischi associati ai pagamenti istantanei, come le frodi e altri problemi operativi. Il report sottolinea che solo una minoranza delle istituzioni finanziarie è attualmente pronta per gestire appieno queste nuove modalità di pagamento.
Le lacune infrastrutturali e tecnologiche rappresentano un ostacolo significativo, rendendo necessario un rapido adeguamento.

Adattarsi a un mondo che cambia in fretta

Il World Payments Report 2025 sottolinea l’urgenza per le banche di adeguarsi ai cambiamenti normativi e tecnologici. Entro il 2025, il regolamento sui pagamenti istantanei dell’UE imporrà alle istituzioni finanziarie di garantire la piena operatività di questi servizi, promuovendo al contempo l’integrazione dell’open finance.
Il futuro del settore dipenderà dalla capacità delle banche di evolversi e sfruttare le nuove opportunità offerte dalla digitalizzazione.

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Si torna a scuola: tra i nuovi insegnanti c’è anche l’IA

Il nuovo anno scolastico inizia con numerose novità e cambiamenti, che potrebbero  trasformare in modo profondo l’esperienza educativa per studenti e insegnanti. Le scuole riaprono in diverse date a settembre, ma in alcune aree c’è una sorpresa. Una delle principali innovazioni di quest’anno è infatti l’introduzione dell’intelligenza artificiale (IA) per personalizzare la didattica. 

Sperimentazione al via in 4 Regioni

Questa sperimentazione partirà in quattro regioni: Calabria, Lazio, Toscana e Lombardia, coinvolgendo un totale di 15 classi. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha sottolineato che, se ben guidata dai docenti, l’IA può “svolgere un ruolo significativo” nel migliorare le performance degli studenti e ridurre il carico amministrativo sui professori.
Valditara ha spiegato che l’obiettivo è “valutare l’efficacia degli assistenti IA” per migliorare l’insegnamento e garantire una maggiore inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali, mantenendo il docente al centro del processo educativo.

Nuove linee guida ispirate alla Costituzione

Accanto all’IA, ci sono altre importanti novità. Le nuove linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica si ispireranno alla Costituzione italiana, con l’intento di rafforzare la comprensione dei valori, diritti e doveri che costituiscono il nostro patrimonio democratico.

Inoltre, riferisce Ansa, farà il suo esordio il nuovo liceo dedicato al Made in Italy e il programma 4+2, una riforma sperimentale dei tecnici professionali che punta a migliorare il collegamento tra scuola e mondo del lavoro. Per gli alunni più giovani, sarà introdotto un divieto dell’uso del cellulare fino alla terza media, anche per scopi didattici, e verrà reintrodotto il diario cartaceo.

I progetti per il futuro

Il ministro Valditara ha descritto il nuovo anno scolastico come una “grande occasione per un cambiamento di passo” nel sistema educativo italiano. Oltre alle novità già annunciate, ci sono ulteriori riforme in fase di progettazione, come il voto di condotta e i giudizi sintetici. Con oltre 7 milioni di alunni pronti a tornare in classe, l’anno scolastico 2024 si preannuncia ricco di sfide e opportunità, promettendo di essere un periodo di significativi cambiamenti e innovazioni nel panorama educativo italiano.

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Milano: nel 2024 è tra le mete top per il “Workation”

Anche nel 2024, Milano si conferma come una delle destinazioni migliori al mondo per il “workation”, un termine che descrive la combinazione di lavoro e tempo libero per prolungare le vacanze. Questo è il risultato del secondo Barometro annuale “Work from Anywhere” (WFA) pubblicato dal International Workplace Group (IWG), realtà mondiale nella gestione di spazi di lavoro flessibili e ibridi.

I criteri di valutazione del Barometro WFA

Con una rete di oltre 4.000 sedi di uffici flessibili in più di 120 paesi, il gruppo IWG ha stilato una classifica delle 30 città migliori per il “workation”, valutate su 10 criteri chiave: clima, cultura, alloggio, trasporti, cibo e bevande, felicità, velocità della banda larga, sostenibilità e disponibilità di spazi di lavoro flessibili. Ogni città ha ricevuto un punteggio da 1 a 10 per ciascun criterio, contribuendo a formare la classifica. 

Milano nella top 10 delle migliori destinazioni

Milano è riuscita a entrare nella top 10 delle migliori città per il “workation” a livello globale. La classifica è dominata da Budapest, seguita da Barcellona e Rio de Janeiro. Queste città si distinguono per le loro eccellenti infrastrutture e la capacità di offrire un equilibrio tra lavoro e tempo libero.

Budapest sul gradino più alto del podio

Con un punteggio di 75 su 100, Budapest si posiziona al primo posto grazie a valutazioni ottime per i costi dei trasporti e degli alloggi, la velocità della banda larga e la disponibilità di spazi di lavoro flessibili. Situata nel cuore dell’Europa centrale, lungo il Danubio, la capitale ungherese è nota per la sua architettura classica e per essere una meta turistica attraente con oltre 200 musei, quartieri vivaci e ampi spazi verdi.

Barcellona e Rio de Janeiro al secondo posto

Barcellona, che era in cima alla classifica nel 2023, scende al secondo posto con un punteggio di 73,5 su 100. La città catalana continua a essere una scelta popolare grazie al suo clima, l’architettura affascinante e un ambiente lavorativo dinamico. Rio de Janeiro, con lo stesso punteggio di Barcellona, è salita dal sesto posto, grazie a miglioramenti in termini di alloggio, offerta culinaria, costi di trasporto e velocità della banda larga.

La crescita delle “Workation” e le mete emergenti

Le “workation” sono diventate sempre più popolari con la diffusione del lavoro ibrido. Il 84% dei lavoratori ibridi ha espresso interesse a estendere le vacanze per lavorare da remoto, esplorando nuove destinazioni. Tra le mete emergenti per il 2024, spiccano Austin, Podgorica, Marrakech e La Valletta, ognuna con caratteristiche uniche che attraggono lavoratori remoti.

Quale futuro per il lavoro da remoto?  

Il fondatore e CEO di International Workplace Group, Mark Dixon, ha sottolineato come il lavoro ibrido e la tecnologia cloud abbiano reso possibile lavorare da qualsiasi luogo nel mondo. Dixon prevede che questa tendenza continuerà a crescere, portando sempre più aziende ad adottare politiche di lavoro flessibile per migliorare l’equilibrio tra vita lavorativa e privata dei dipendenti e aumentare l’attrattiva come datori di lavoro.

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Italia, clima di fiducia: andamento altalenante a luglio

A luglio, il sentiment degli operatori economici mostra segnali contrastanti. L’indice del clima di fiducia dei consumatori è aumentato da 98,3 a 98,9, mentre l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese è sceso da 94,5 a 94,2. Lo rende noto l’Istat.

Migliora la fiducia dei consumatori

L’Istat spiega che per i consumatori si evidenzia un diffuso miglioramento delle valutazioni sulla situazione economica generale e, soprattutto, su quella personale. Il clima economico è salito da 105,3 a 105,6 e il clima personale è cresciuto da 95,8 a 96,5. Anche le opinioni sulla situazione futura sono ottimistiche: il clima futuro è passato da 98,7 a 99,4 e il clima corrente è aumentato da 98,1 a 98,5.

Cala invece quella delle imprese

In riferimento alle imprese, l’indice di fiducia è diminuito nelle costruzioni e nei servizi di mercato, mentre segnali positivi provengono dalla manifattura e dal commercio al dettaglio. La fiducia nelle costruzioni è scesa da 104,5 a 103,6 e nei servizi da 97,1 a 95,9. Al contrario, nella manifattura e nel commercio al dettaglio, l’indicatore è aumentato rispettivamente da 86,9 a 87,6 e da 102,2 a 102,6.

Analisi delle componenti degli indici di fiducia

Nella manifattura, i giudizi sugli ordini sono migliorati con un lieve accumulo di scorte, e le attese di produzione hanno registrato un incremento marginale. Nelle costruzioni, tutte le variabili hanno mostrato un’evoluzione negativa.

Nel settore dei servizi, i giudizi sull’andamento dell’attività sono peggiorati, mentre le valutazioni sugli ordini sono migliorate e le relative attese sono rimaste stabili. Il peggioramento della fiducia nel comparto è influenzato da opinioni negative nel settore del turismo e dell’informazione e comunicazione. Nel commercio al dettaglio, l’aumento della fiducia è trainato da giudizi positivi sulle vendite e dalle scorte di magazzino giudicate in decumulo, anche se le attese sulle vendite sono diminuite. A livello di circuito distributivo, l’indice è aumentato solo nella distribuzione tradizionale (da 108,1 a 109,4), mentre nella grande distribuzione è calato (da 100,0 a 99,4).

Nelle costruzioni, in base alle attese sugli ordini e ai mesi di attività assicurata dichiarati dagli imprenditori, si prospetta una tenuta dell’attività del comparto.

I commenti dell’Istituto di Statistica

“A luglio 2024, il clima di fiducia delle imprese diminuisce per il quarto mese consecutivo posizionandosi al di sotto della media degli ultimi 12 mesi (luglio 2023 – giugno 2024). La diminuzione dell’indice è dovuta al peggioramento registrato nelle costruzioni e, soprattutto, nei servizi di mercato”. Questo è il commento dell’Istat sui dati di luglio.

“L’indice di fiducia dei consumatori – prosegue l’Istituto – continua a crescere, senza interruzioni, dallo scorso maggio e raggiunge il valore più elevato da febbraio 2022. La maggior parte delle variabili che compongono il clima di fiducia migliorano, ad eccezione delle attese sulla disoccupazione, stimate in aumento, nonché delle opinioni sull’opportunità di risparmiare e di quelle sulla convenienza all’acquisto di beni durevoli, il cui saldo diminuisce”.

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Servizio Sanitario Nazionale: com’è valutato dagli italiani?

Secondo un recente sondaggio, il 41% dei giovani italiani tra i 18 e i 30 anni ritiene che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sia in grado di offrire le migliori cure disponibili e le più avanzate innovazioni scientifiche. Tuttavia, quando si tratta di guardare al futuro della sanità, i giovani mettono in luce la necessità di superare le disuguaglianze, specialmente quelle socioeconomiche.

Infatti, il 69,6% degli intervistati sotto i 30 anni considera le disuguaglianze di reddito e stato economico come la principale causa di disparità nell’accesso ai servizi sanitari. Inoltre, il 45,9% evidenzia le differenze geografiche nella qualità dei servizi sanitari, mentre le disuguaglianze etniche, intergenerazionali e di genere sono ritenute rilevanti rispettivamente dal 30,4%, 25,3% e 24,2% dei giovani.

Indagine “Giovani e sanità: il futuro che vogliamo”

L’indagine “Giovani e sanità: il futuro che vogliamo”, promossa da Novartis, ha coinvolto esperti di salute in un incontro a porte chiuse. Questo studio fa parte di un percorso di ascolto delle nuove generazioni da parte dell’azienda, che ha attivato sei tavoli di lavoro con oltre 40 giovani under 35 e un Board di ascolto con diversi interlocutori sanitari. L’obiettivo è identificare le visioni e le aspettative dei giovani verso la sanità del futuro.

Investimenti e sfide da affrontare  

Per affrontare le sfide sanitarie del futuro, i giovani tra i 18 e i 29 anni ritengono prioritari gli investimenti in ricerca scientifica (26,8%) e maggiori risorse economiche (19,1%). Invece, gli over 30 mettono al primo posto le nuove assunzioni di medici e infermieri (25,5% contro 13,9% degli under 30).

Le disuguaglianze socioeconomiche sono considerate una priorità da oltre la metà dei giovani (55,7%) per garantire un accesso equo alla sanità. Inoltre, rispetto alle generazioni precedenti, i giovani attribuiscono maggiore importanza alle differenze etniche come fattore su cui intervenire per garantire equità sanitaria (13,9% under 30 vs 3,7% over 30).

I giovani più sensibili verso le disuguaglianze 

Cosimo Finzi, direttore di AstraRicerche, sottolinea che i giovani mostrano una maggiore sensibilità rispetto alle generazioni precedenti riguardo alle disuguaglianze etniche e di genere in ambito sanitario. Inoltre, il 37,6% dei giovani under 30 ritiene che i servizi del SSN siano fisicamente accessibili, mentre solo il 30,3% degli over 30 condivide questa opinione.

L’importanza della prevenzione

Quasi l’80% dei giovani italiani dichiara di essere consapevole dell’importanza della prevenzione (76,8%) e il 58,2% si sottopone a visite ed esami preventivi ogni 1 o 2 anni. La prevenzione oncologica è al primo posto per rilevanza (74,7%), ma i giovani attribuiscono più importanza rispetto agli over 30 anche alla salute mentale (45,9% vs 30,3%) e alla prevenzione delle malattie infettive (43,3% vs 28,8%).

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Viva le verdure: citate e fotografate spopolano sul web

Lo ha scoperto Orogel, che ha indagato quanto e come si parla di verdura sul web: in testa alla classifica delle conversazioni online a tema verdure, ci sono le patate, seguite dalle zucchine. Ma nella classifica alcuni piazzamenti sorprendono un po’. Gli asparagi, ad esempio, superano le melanzane, e le fave entrano nella top10 pur essendo legumi più legati per tradizione a una cucina regionale.

Tramite un monitoraggio condotto principalmente su Instagram (48,8% delle conversazioni analizzate) e sui blog (47,9%), l’indagine di Orogel non lascia spazio ai dubbi. Gustose, versatili, colorate, belle da vedere e da mangiare, le verdure non sono più considerate tristi e salutari, tanto che spopolano sul web. Sono infatti 16mila le conversazioni su Instagram e i vari blog con protagonisti gli ortaggi.

Healthy ma soprattutto yummy

Cuori, smiley ‘golosi’, stelline, faccine contente: le emoji scelte per raccontare i vegetali parlano di una vera e propria infatuazione. E, infatti, i sentiment principali che si associano alle conversazioni che hanno come protagonisti questi cibi sono proprio l’amore (32,5% del totale) e la gioia (27,3%).

Chi ha detto che i vegetali sono solo salutari?

Per gli utenti del web gli ortaggi sono anche gustosi. Fra gli hashtag più utilizzati per questo tema, spiccano espressioni come #healthyfood #cibosano, o #delicious #yummy #foodlover #buonappetito, che evidenziano l’aspetto più godereccio di questi alimenti.

Un matrimonio con la cucina tricolore

Molto citato anche il legame con la cucina tricolore, con hashtag come #cucinaitaliana (969 citazioni), #italianfood (710) e #italy (339).
Inoltre, fresco, pratico, veloce, comodo sono fra gli aggettivi che emergono con più frequenza quando si ‘parla’ online di verdura.

Due temi, quello della comodità e facilità di utilizzo da un lato e della freschezza dall’altro, molto sentiti fra gli utenti. Non è un caso che emerga spesso anche il concetto di #surgelato, che soddisfa entrambe queste caratteristiche e dimostra come i surgelati veg siano ampiamente presenti nei freezer degli italiani, che ne percepiscono il valore in chiave di gusto e praticità. 

La natura a tavola è fotogenica

Fra le parole più citate anche contorni, zuppa, passato e minestrone, che oltre a rimandare ad alcuni piatti tipici della cucina italiana, evidenziano le occasioni di consumo più frequenti.
Su Internet gli ortaggi non sono però solo chiacchierati, ma anche molto fotografati: il 78,1 % dei contenuti online dedicati ai vegetali è rappresentato da scatti, e il 21,9% da video.

Sembra proprio che la natura a tavola sappia rivelarsi in tutta la sua bellezza, oltre che bontà. Saranno i colori o le molteplici forme che assumono, certo è che gli ortaggi sono considerati assolutamente video e fotogenici.

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I turisti americani in Italia? Vengono più per l’enogastronomia che per l’arte

Per il 90% dei turisti americani sono il cibo e il vino il motivo principale per scegliere l’Italia come meta delle proprie vacanze. L’enogastronomia si piazza in testa alla classifica delle attrazioni più gettonate dai vacanzieri statunitensi. Questo è quanto emerge da un’indagine realizzata da Coldiretti e dalla piattaforma specializzata I Love Italian Food (Ilif), un’associazione no profit che ha come missione la diffusione e la difesa della vera cultura enogastronomica italiana nel mondo.

L’indagine, condotta su un campione di oltre mille cittadini statunitensi che hanno visitato il nostro Paese, è stata diffusa al Summer Fancy Food 2024, il più importante evento fieristico nordamericano dedicato alle specialità alimentari, tenutosi a New York City presso il Javits Center. Coldiretti ha partecipato all’evento.

Cibo e vino gli aspetti preferiti del nostro Paese

Alla richiesta di indicare i tre motivi principali per scegliere una vacanza in Italia, cibo e vino hanno ottenuto il 90% delle preferenze, superando nettamente arte e cultura (77%) e storia e archeologia (65%). Le bellezze naturali si sono piazzate al quarto posto (61%). Al quinto posto, con il 55%, troviamo le visite a parenti e amici, secondo l’indagine Coldiretti/Ilif.

Le esperienze enogastronomiche più gettonate

Tra le esperienze enogastronomiche preferite dai turisti americani, gli assaggi dei piatti tipici delle varie regioni occupano il primo posto, seguiti dalle visite ai mercati contadini locali. Al terzo posto troviamo le degustazioni guidate di cibo e vino, mentre lezioni di cucina italiana e pasti nei ristoranti stellati completano la lista.

Gli americani scelgono la qualità

L’indagine conferma che i turisti americani hanno un budget elevato. Ma soprattutto prestano particolare attenzione alla qualità dell’alimentazione, destinando a cibo e vino una quota significativa della spesa durante la vacanza.

La presenza dei turisti americani è sempre più importante per il turismo nazionale, con un numero di visitatori che negli ultimi venti anni è più che triplicato, superando nel 2023 la cifra di 4 milioni di arrivi, quasi ritornando ai livelli pre-pandemia. Secondo Coldiretti, su dati della Banca d’Italia, questa crescita ha portato a una spesa di circa 6,5 miliardi di euro.

Come cambiano le abitudini a tavola

I souvenir enogastronomici sono molto apprezzati, con il 77% degli intervistati che ha riportato negli Stati Uniti almeno un ricordo della vacanza italiana da mettere in tavola o regalare a parenti e amici.

L’incontro con la cucina italiana e i prodotti della Dieta Mediterranea produce effetti duraturi: il 32% dei turisti statunitensi dichiara di aver modificato sensibilmente le proprie abitudini alimentari dopo il viaggio in Italia e il 6% di averle completamente cambiate. Tra i prodotti della Dieta Mediterranea più consumati troviamo l’olio extravergine d’oliva, seguito da frutta e verdura, pesce, pasta e vino rosso.

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Le novità di macOS Sequoia, dall’iPhone sullo schermo del Mac all’AI

Un’esperienza utente rivoluzionata da una serie di novità: è quanto promette macOS Sequoia, l’update del sistema operativo di Apple per desktop.
Tra nuove modalità di lavoro e funzionalità intelligenti trasformative per i Mac (tra cui il Mirroring dell’iPhone, l’aggiornamento di Safari, e la nuova app Passwords) il nuovo mcOS Sequoia offre benefici anche al gaming, con un’esperienza più immersiva e una vasta gamma di nuovi titoli, e introduce Apple Intelligence, un sistema di AI per Mac, iPhone e iPad che combina la potenza dei modelli generativi con il contesto personale.

Oltre a comprendere e creare linguaggio e immagini, Apple Intelligence esegue azioni tra le app semplificando e accelerando le attività quotidiane. E sarà integrata con ChatGPT di OpenAI.

Mirroring dell’iPhone

macOS Sequoia introdurrà una funzione di continuity a lungo attesa dagli utenti Apple, il Mirroring dell’iPhone, che permette agli utenti di accedere e interagire completamente con il proprio iPhone direttamente dal Mac.

Questa funzione consente di visualizzare il wallpaper e le icone personalizzate dell’iPhone, sfogliare le pagine della schermata Home, avviare e navigare tra le app preferite, ricevere notifiche dell’iPhone sul Mac, e naturalmente, effettuare e ricevere chiamate.
Supporta poi la funzione StandBy, visibile per consentire di ottenere informazioni a colpo d’occhio: quando l’iPhone viene usato tramite macOS, il telefono rimane bloccato per evitare qualsiasi problema di privacy.

Nuove funzioni per Safari e il gaming 

In Safari viene introdotto Highlights, una nuova funzione che semplifica la scoperta di informazioni sul web. La modalità Reader ridisegnata offre nuovi modi per godersi gli articoli senza distrazioni, con una visualizzazione ottimizzata, e la funzione Viewer porta i video in primo piano mantenendo l’accesso ai controlli di riproduzione del sistema.

Ma anche il gaming fa un passo avanti su Mac: Sequoia accoglie una ricca line-up di giochi sfruttando tecnologie avanzate, come MetalFX Upscaling per migliorare le prestazioni e la qualità visiva. Inoltre, nuove funzionalità, come l’audio spaziale personalizzato e una latenza audio ridotta con AirPods Pro migliorano l’esperienza di gioco. E il Game Porting Toolkit 2 facilita ulteriormente il porting di giochi avanzati su dispositivi Apple.

Arriva l’app dedicata alle password

Oltre a nuove modalità di organizzazione delle finestre sul desktop (gli utenti possono trascinare una finestra verso il bordo dello schermo per ottenere suggerimenti di posizionamento a griglia e una nuova anteprima facilita la condivisione delle schermate, permettendo di vedere in anticipo cosa verrà condiviso) su Sequoia arriverà una app interamente dedicata alle password. Basata sul Keychain, Passwords semplifica l’accesso a password, passkey e altre credenziali in un unico luogo, con sincronizzazione sicura tramite iCloud e crittografia end-to-end.

La versione beta per sviluppatori di macOS Sequoia, riporta Adnkronos, è disponibile tramite l’Apple Developer Program, e una versione beta pubblica sarà disponibile a luglio. L’aggiornamento definitivo verrà rilasciato in autunno, gratis per tutti.

Generazione Alpha Zeta: i teens, gli adulti di domani

I nati dal 1997 al 2012 compongono la cosiddetta generazione Alpha/Zeta. Disorientati dall’alternanza di modelli di riferimento, l’invadente presenza di tecnologia e social media e la percezione di una distanza da parte di scuole e istituzioni, chi ha tra 15 e 18 anni segnala un progressivo affievolimento dell’ottimismo e una fiducia indebolita nei confronti di scuola, insegnanti, relazioni sociali e familiari.

Ma uno su 2 vuole proseguire gli studi dopo il diploma, soprattutto le ragazze e gli studenti del liceo. L’idea che possedere una laurea oggi sia necessario per trovare opportunità lavorative valide, rappresenta la motivazione più diffusa a proseguire gli studi.
Emerge dalla prima edizione dell’Osservatorio Teens realizzato da Eumetra in partnership con Excellentia.

Il rapporto con la scuola

I giovani si sentono poco preparati ad affrontare la vita universitaria/lavorativa dopo il diploma, per questo richiedono più strumenti alla scuola che frequentano.
Ma con il crescere dell’età aumentano le criticità nella relazione con i docenti. Gli studenti più grandi sono meno appassionati alle materie e meno stimolati a dare il meglio.

E se 1 studente su 4 è ancora indeciso sul proprio futuro, l’idea di andare a lavorare è più diffusa tra i maschi e tra chi frequenta un istituto tecnico/professionale.
Tuttavia, gli studenti che devono decidere cosa fare del proprio futuro (71%) percepiscono il supporto delle scuole inadeguato. E per il 68% la scuola non sta preparando al mondo del lavoro.

La “Scuola del futuro”

Nuovi metodi e personalizzazione del programma sono tra i principali auspici per i ragazzi se viene domandato loro di progettare la ‘Scuola del futuro’. Anche il contesto ambientale rappresenta un elemento su cui si sperano cambiamenti positivi, mentre meno interesse suscita la didattica a distanza.
La ‘Scuola’ viene immaginata con un piano di studi personalizzato in un edificio tipo campus con spazi di aggregazione per lo studio e lezioni in presenza.

Ma l’atteggiamento verso il futuro è poco ottimista, in particolare tra le ragazze e gli studenti di istituti tecnico/professionali. E il pessimismo aumenta al crescere dell’età: a 15 anni, 1 su 2 vede il futuro come un’occasione, a 16 questa percentuale scende al 43%, a 17 al 39% e a 18 al 31%.

Famiglia con figli? No grazie

Crescendo si perde interesse nel coltivare hobby e accrescere il bagaglio culturale. Sicurezza economica e lavorativa sono meno ambite, con una maggiore focalizzazione sulla possibilità di fare carriera.
Avere una propria famiglia è la prospettiva più diffusa, ma crescendo diminuisce l’intenzione di avere figli. E più si cresce, meno si vorrebbe restare nel proprio luogo di origine. I più grandi si trasferirebbero all’estero o in una regione italiana diversa.

In generale, con l’età si ripongono aspettative più basse nei confronti della propria vita professionale futura. Inoltre, il 23% non sa cosa vuole fare da ‘grande’, e per il 17% è importante trovare un lavoro qualsiasi, basta che garantisca uno stipendio.

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